
La Polonia avvia due gare parallele per treni ad alta velocità mentre PKP Intercity seleziona quattro candidati
PKP Intercity ha selezionato quattro candidati — Alstom Polska, Siemens Mobility, Talgo e un consorzio Pesa Bydgoszcz-Hitachi — per una gara che prevede 20 elettrotreni fermi più un'opzione per altri 35, con una velocità minima di 320 km/h, stando a quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture polacco e dall'ufficio stampa di PKP Intercity. I convogli, lunghi circa 200 metri, percorrerebbero le tratte Varsavia-aeroporto CPK-Łódź-Wrocław/Poznań, con un possibile futuro prolungamento verso Berlino, Praga e Vienna; il vincitore della gara si impegnerebbe inoltre a costruire un deposito di manutenzione dedicato nell'ambito di un contratto di servizio trentennale.
Separatamente, Port Polska.KDP — una sussidiaria di leasing di materiale rotabile del gruppo Centralny Port Komunikacyjny (CPK) costituita il 2 giugno 2026 — prevede di lanciare le proprie gare entro la fine del 2026: una per materiale rotabile ad alta velocità KDP a 320 km/h o superiore destinato ai collegamenti interurbani, e un'altra per treni a doppio sistema Aero Express/Regio Express a 200 km/h o superiore per i collegamenti aeroportuali e regionali. Port Polska dichiara che il programma vale più di 10,1 miliardi di złoty fino al 2035.
Piotr Malepszak, all'epoca Vice Ministro delle Infrastrutture, in un'intervista del luglio 2025 ha definito un parco rotabile ad alta velocità separato "superfluo per questo volume di traffico", sostenendo che i piani di flotta di PKP Intercity avrebbero coperto la domanda fino al 2050. Malepszak è stato nominato commissario straordinario del governo per CPK e Port Polska il 19 giugno 2026 e, in una successiva intervista, ha affermato che Port Polska dovrebbe dare priorità a treni a 200 km/h o inferiore, poiché si tratta di "ciò di cui si ha più bisogno oggi" per servire l'aeroporto in modo efficiente. I piani di gara di Port Polska, così come annunciati da ultimo nel comunicato del 2 giugno, non sono stati pubblicamente rivisti né ritirati.

