
Otto Enti Ferroviari Europei Chiedono a Bruxelles di Reindirizzare i Proventi dell'ETS verso il Settore Ferroviario
Otto associazioni europee del trasporto ferroviario e combinato hanno pubblicato una dichiarazione congiunta indirizzata all'Unione Europea a Bruxelles il 14 luglio 2026, chiedendo che i proventi del Sistema europeo di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE — il meccanismo di tariffazione del carbonio applicato all'industria e alla produzione di energia — vengano reindirizzati al finanziamento della decarbonizzazione ferroviaria, anziché esentare il settore dal sistema.
I firmatari sono CER (Community of European Railway and Infrastructure Companies), ERFA (European Rail Freight Association), EIM (European Rail Infrastructure Managers), UNIFE (European Rail Supply Industry Association), UIP (International Union of Wagon Keepers), UIRR (International Union for Road-Rail Combined Transport), AERRL (Association of European Rail Rolling Stock Lessors) e ALLRAIL (Alliance of Passenger Rail New Entrants). Citando dati CER, la dichiarazione quantifica il costo dell'ETS attualmente sostenuto dal trasporto ferroviario elettrificato nell'insieme dei 27 Paesi dell'UE in circa 571 milioni di euro l'anno, sulla base di un prezzo del carbonio pari a 79,36 euro per tonnellata di CO2 — un costo trasferito attraverso i prezzi dell'elettricità e non addebitato direttamente agli operatori ferroviari, poiché la produzione di energia è inclusa nell'ETS fin dal suo avvio. Qualora il prezzo del carbonio dovesse raggiungere la quota stimata di 110 euro per tonnellata entro il 2027, le associazioni prevedono che il costo annuale potrebbe superare i 790 milioni di euro.
La dichiarazione precisa esplicitamente che il settore ferroviario «non chiede di essere esentato dall'ETS», ma desidera piuttosto che una quota equa di quanto il settore versa venga restituita a sostegno della propria capacità. Le associazioni avanzano tre richieste: destinare a livello UE i proventi dell'ETS al settore ferroviario, fare in modo che gli Stati membri dell'UE vincolino i proventi nazionali dell'ETS a progetti ferroviari, e trasformare quella che è attualmente una buona pratica discrezionale in un obbligo più chiaro che comprenda l'ETS, l'ETS2, l'Innovation Fund, il Modernisation Fund, il Social Climate Fund e qualsiasi nuovo strumento di investimento basato sull'ETS. Le associazioni chiedono inoltre che, nell'ambito dell'ETS Innovation Fund, vengano prioritizzati i progetti ferroviari in grado di dimostrare risparmi misurabili di carbonio, con un'ulteriore spinta al trasferimento modale sostenuta dall'ETS Investment Booster e dall'ETS Industrial Decarbonisation Bank.
Le otto associazioni hanno pubblicato la loro dichiarazione tre giorni prima che la Commissione europea presentasse, il 17 luglio 2026, la propria proposta completa di revisione dell'ETS, volta ad allineare il mercato del carbonio all'obiettivo climatico dell'UE per il 2040. La dichiarazione congiunta non riporta alcun portavoce nominalmente identificato.

